Ernesto Orrico

Attore, regista e autore teatrale

4 TRACCE IMPOPOLARI new album!

Brevi drammaturgie in dialetto calabrese diventano canzoni sghembe e irrituali, attraversate da una tensione emotiva di natura cinematografica e misteriosa, in cui si affestellano diversi approcci sonori, che spaziano dal jazz all’elettronica minimale.

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L’infinito / echoes

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi, L’infinito (1818-1819)

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VOCE CRUDA su Bandcamp

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Actor, writer and director.

He has worked with Teatro della Albe (acting in Va pensiero by Marco Martinelli and Ermanna Montanari), Scena Verticale (acting in the plays Le tre male bestie and U tingiutu. Un Aiace di Calabria by Dario De Luca), Centro RAT (acting in Antigone and L’Avaro), Carro di Tespi (directing Raskolinikov, Racconto di un delirio), Spazio Teatro (directing Militante d’Occidente), Zahir (acting in La mia idea. Memoria di Joe ZangaraTalknoiseSul modo di essere liberi, 111The Lack of Work and directing #neoeroina), Compagia Ragli (acting in Onions and Panenostro).
He has been part of Teatro Rossosimona between 1998 and 2002 (acting in 
È il momento dell’amore, winner of the award “Premio Scenario 2001”)
He also collaborated with Teatro della Ginestra, his numerous directing credits include 
Ronaldo il pagliaccio del McDonaldsI Prefer Not ToI 7 contro TebeJennu brigannu.
He wrote 
‘A Calabria è morta (Round Robin, Roma 2008), the collections of poetry Appunti per spettacoli che non si faranno (Coessenza, Cosenza 2012), The Cult of Fluxus (Edizioni Erranti, Cosenza 2014.) and Talknoise. Poesie imperfette e lacerti di canzone (Edizioni Underground?, Milano 2018).

He graduated in DAMS from the Università della Calabria, and studied with Maurizio Grande, Valentina Valentini, Marcello W. Bruno and Francesco L. Gigliotti. He then continued to train with Teatro Valdoca, Lyudka Ryba (Cricot2), Romano Colombaioni, Francesco Scavetta, MK, Vincenzo Pirrotta, Peter Zazzali, Peppino Mazzotta, Armando Punzo.

He worked as actor in the movies Primula Rossa (2019) by Franco Jannuzzi, Scale Model (2014) by Fabrizio Nucci and Nicola Rovito, Fiabeschi torna a casa (2013) by Max Mazzotta, Goodbye Mr President (2013) by Fabrizio Nucci and Nicola Rovito, Giù dal cielo (2013) directed by Fabio Rao, an episode of Feng Du Tales by Andrea Belcastro. He appeared as an actor / performer in numerous music videos including Eugenio Finardi’s Passerà (2012), Camera 237’s Etiquette is Useless (2012), and Brunori Sas’s Rosa (2011) and La verità (2016), all directed by Giacomo Triglia.

 

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Ernesto Orrico in “Va pensiero” del Teatro delle Albe

foto Silvia Lelli

Va pensiero

di Marco Martinelli

ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

in scena 

Ermanna Montanari, Alessandro Argnani, Salvatore Caruso, Tonia Garante, Roberto Magnani, Mirella Mastronardi, Ernesto Orrico, Gianni Parmiani, Laura Redaelli, Alessandro Renda

con la partecipazione del Coro lirico Alessandro Bonci di Cesena nell’esecuzione di alcuni brani dalle opere di Giuseppe Verdi

per le repliche di Milano e Bergamo, sostituito dal coro “Gli Harmonici” di Bergamo diretto dal Maestro Fabio Alberti

arrangiamento e adattamenti musicali, accompagnatore e maestro del coro Stefano Nanni

incursioni sceniche Fagio, Luca Pagliano

scene Edoardo Sanchi

costumi Giada Masi

disegno luci Fabio Sajiz

musiche originali Marco Olivieri

suono Marco Olivieri, Fagio

consulenza musicale Gerardo Guccini

editing video Alessandro Renda

assistente alle scene Carla Conti Guglia

tecnico luci Luca Pagliano

macchinista Danilo Maniscalco

elementi di scena realizzati dalla squadra tecnica del Teatro delle Albe Alessandro Bonoli, Fabio Ceroni, Enrico Isola, Danilo Maniscalco, Dennis Masotti

direzione tecnica Fagio

sartoria Laura Graziani Alta Moda

capi vintage A.N.G.E.L.O.

fotografie dello spettacolo Silvia Lelli

ufficio stampa Rosalba Ruggeri, Alessandro Fogli, Silvia Pacciarini

organizzazione e promozione Silvia Pagliano, Francesca Venturi

 produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro delle Albe / Ravenna Teatro

 

date:

Teatro Storchi Modena 

23 novembre 2017 (prima nazionale)

Teatro dell’Elfo, Milano

9 gennaio – 14 gennaio 2018

Creberg Teatro, Bergamo

18 gennaio – 21 gennaio 2018

Arena del Sole, Bologna

22 febbraio – 25 febbraio 2018

Teatro Bonci, Cesena

1 marzo – 4 marzo 2018

Teatro Comunale Ferrara

23 marzo – 25 marzo 2018

Teatro Verdi Pordenone 

9 novembre – 10 novembre 2018

Teatro Argentina Roma

13 novembre – 18 novembre 2018

Teatro Verdi Pisa

2 febbraio – 3 febbraio 2019 

Teatro Astra Torino

14 marzo 2019 – 17 marzo 2019

Teatro Ariosto Reggio Emilia

22 marzo 2019 – 24 marzo 2019

Teatro Fraschini Pavia

29 marzo – 31 marzo 2019

Teatro Alighieri Ravenna

13 marzo – 14 marzo 2020

Teatro Giovanni da Udine 

21 marzo 2020

Teatro Il Rossetti Trieste

24 marzo – 25 marzo 2020

Teatro Sociale Trento

28 marzo 2020

Teatro Sociale Brescia

31 marzo – 1 aprile 2020

 

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Lirica del 31 agosto

Settembre domani
Che fare?
C’è ancora da scrivere, ancora da raccontare
Storie da scoprire, parole da dire
Non c’è teatro questo è palese
Nel Belpaese qualcosa si muove
Nella mia terra al solito si muore
Questa volta per mare
Il lavoro, questione capitale, che pena
Che fare?
C’è ancora da provare, ancora da sbagliare
Mi trovo qui, in questo pozzo di connessione
E non è poco, e non è abbastanza
Faccio l’attore, devo agire
Scrivo poesie, devo dirle
Mi trovate in giro, sulla strada
Non è una questione di economie, non solo
È in ballo la dignità professionale
È una questione di sopravvivenza psichica
La santa prostituzione intellettuale
Mi trovate in giro, nel mare digitale
Questo liscio miraggio sociale
Questi account che ci identificano
Questa droga che ci avvolge
Queste password che ci dimenticano
Hai notato?
Non c’è nessun dorato underground a cui tornare
Meglio perdersi, senza rancore
Lasciamoci così
Che c’è di male?
Clicca abbandona
Clicca non seguire

Continuerò a scrivere nell’aria
La mia parte è chiara
La voce e il corpo ancora tengono
Mi trovate in giro

photo by Emilia Brandi

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the Cult of Fluxus (a.k.a. Ernesto Orrico) on Bandcamp

https://thecultoffluxus.bandcamp.com/

 

artwork by Raffaele Cimino

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in cerca del teatro perduto

in alto: Va pensiero, Teatro delle Albe.

al centro da sinistra: Le tre male bestie, Scena Verticale; Talknoise, Zahir; Jennu brigannu, Zahir.

in basso da sinistra: con Laura Caparrotti al Cherry Lane Theatre (NY), È il momento dell’amore, Teatro Rossosimona; 111, Zahir.

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per l’Arte in Spazio Aperto

 

Una specie di poesia politica del tardo pomeriggio*

 

Bisognerebbe lavorare per salvaguardare il diritto alla bellezza

Pensare alle giovani generazioni

Dedicarsi ai bambini

Salvare il futuro

La musica nelle strade

Il teatro nelle piazze

Il cinema nelle ville

Le presentazioni di libri nei vicoli

I reading nei cortili

L’arte nei castelli

Sarebbero possibili

Servirebbero protocolli d’azione

Necessaria la responsabilità di tutti

Obbligatoria la sicurezza per tutti

Operatori culturali e istituzioni e cittadini

Insieme

Bisognerebbe ritornare negli spazi pubblici

Disseminare l’estate di eventi performativi

Incontri Riflessioni Dibattiti Lezioni

Agli artisti ancora chiedere uno sforzo d’immaginazione

Ai pensatori ancora chiedere un impegno di fantasia

L’ennesimo salto nella poesia

Altre capriole della filosofia

Il lavoro

Dell’arte

Toccherebbe alle donne e agli uomini dello Stato

Agire

Toccherebbe alle donne e agli uomini delle Regioni

Agire

Toccherebbe alle donne e agli uomini dei Comuni

Agire

Toccherebbe agli artisti, tutti

Agire.

 

 

*ore 19.05 scrittura improvvisa del 5 maggio 2020

 

 

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Teatro al futuro

Il teatro del futuro prossimo come sarà?

Somiglierà a quello di prima?

Certamente.

Eppure dovrà esser diverso.

Non potrà non tener conto di questi giorni strappati,

di questo dolore immenso, di questa sospensione grigia.

Il teatro è un tratto umano in costante mutazione,

si è sempre manifestato, ha preso mille forme, ancora lo farà.

E il suo grado zero, il suo nucleo irresistibile, riducendo all’osso, è il racconto.

Trasmissione di una conoscenza, di un sapere, di una sensibilità.

Ci si incontra in uno spazio vuoto, si danno segni e suoni, inizia l’atto teatrale.

E adesso che non sappiamo quando potremo rientrare in quei tèmpli laici

dove immergersi in sospensione di realtà, adesso,

che non sappiamo quando potremo stare di nuovo vicini vicini,

a respirare insieme, in comunità, in quei siti scuri, pericolosi, magici…

ecco, adesso! bisogna immaginare un teatro per il futuro.

Per il futuro vicino, per l’estate che verrà.

Un’estate di piazze dove tornare a raccontare e raccontarsi,

un tempo di luoghi per incontrare e incontrarsi.

forse ancora misurando distanze di sicurezza,

e forse tanti, per obbligo o per umana paura,

vestiranno palandrane protettive, e sì,

sarà strano rivedersi ancora così,

ma si ricomicerà.

Si deve.

Penseremo alle donne e agli uomini, alla necessità di storie, di suoni, di futuro.

Si troveranno modi. Torneremo ad usi antichi, i tramonti ci troveranno a dire di Edipo e Antigone, di Amleto e Ofelia, di Blanche DuBois e Stanley Kowalsky, della leggenda di Colapesce e delle vicende dei briganti. Saluteremo le albe suonando, danzando e cantando al sole che nasce. Si troveranno modi. Useremo vecchie e nuove amplificazioni per colmare le distanze, maschere e giganti torneranno nelle strade. Giocheremo coi nasi rossi, le parrucche gialle, i pantaloni a righe e le bretelle a pois su una canottiera sbrindellata. Si troveranno modi. Andremo paese per paese, con la forza nuda della voce, in un vicolo stretto porteremo storie minime di resistenza cocciuta, di amore ritrovato, di odio sconfitto. Canteremo. Sì, canteremo. Canteremo, sì. Si troveranno modi. Saremo un’altra volta cantastorie che scoprono l’Italia, megafono a batteria e mantello nero e cappello di feltro e 10 e 20 e 30 cartelli disegnati e pupazzi storti e burattini strani.

E fra qualche tempo

un tempo adesso sconosciuto

in un futuro

un futuro che non so

torneremo

famelici feroci felici

nelle fredde sale delle scuole

negli auditorium sgangherati

fra gli stucchi dei vecchi teatri

torneremo

a risuonare strumenti e voci

occhi negli occhi vicini vicini

sconosciuti quasi abbracciati

e i nostri respiri non faranno male.

Adesso pensiamo all’estate.

L’estate che verrà.

 

foto di A. Zwingauer, Cercando Mercuzio, Cosenza 2012

 

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