Ernesto Orrico

Attore, regista e autore teatrale

il teatro è un posto pericoloso

photo by Paola Scirchio

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Calabrians City Rockers Vol.1

 

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Speaking and Looping LIVE @ CafèLibrarie

flyer SAL 19 feb

ingresso libero

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AMMATTARELLAMENTO!

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un guerrigliero teatrale / quello che resta

Tratto dalla prima rappresentazione di “La superficie della lotta – Concerto per guerriglieri abbandonati”, di e con Ernesto Orrico (Sala SpazioTeatro, Reggio Calabria, sabato 24 marzo 2012). Riprese: Luciana Pensabene. Foto di scena: Aldo Valenti.

 

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the Cult of Fluxus in ConcettoConcerto

2014
21 novembre, Teatro della Maruca – Crotone
22 novembre, Teatro della Maruca – Crotone
10 dicembre, More/Teatro Morelli – Cosenza
13 dicembre, Ricrii, Teatro Umberto – Lamezia Terme (Cz)

2015
18 gennaio, Birreria 34 – Taurianova (Rc)

designed by Raffaele Cimino / Heidi Comunicazione

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Flussi di coscienza che scendono giù vorticando e svuotandosi come quando togli il tappo ad una vasca piena d’acqua. Giochi di parole, ironia, pensieri in metrica, suoni elettronici, loop ossessivi, disturbi acustici.
The Cult of Fluxus è narrazione frammentata, parola detta a voce piena, parola urlata, straziata, distorta… che si fonde e confonde con la ricerca di linee melodiche di matrice soul e con loop e beat di diversa provenienza. Performance aperta all’improvvisazione e al cambio rapido di coordinate sonore.

Voci: Flavia Lisotti e Ernesto Orrico
Loop e potenziometri: Mattia Argieri

photo by Marco Ascrizzi

photo by Marco Ascrizzi

estratti dalla rassegna stampa:
Dub, elettronica, noise, electro, musica sperimentale, metal: sono tante le forme in cui si declina il Fluxus di Orrico, inclusi riff tenebrosi e ossessivi, il rock letterario alla Massimo Volume, un ambient rumorista. Le parole si inseguono, riverberano, inciampano sopra i tessuti musicali orditi dai vari artisti. Aver consegnato un pezzo a un solo musicista rende ciascuna traccia densa e peculiare.
Gianluca Veltri, Il Quotidiano della Calabria

Sembrano riunioni a due di autocoscienza davanti a uno specchio immaginario, con l’armamentario di chi ama così tanto la parola e le sue infinite possibilità da farla esplodere e deflagrare in tutte le direzioni possibili, specchio compreso. Che spesso, infatti, si frantuma.
Eugenio Furia, Corriere della Calabria

I testi recitati dall’attore-regista Ernesto Orrico sono flash di osservazione e denuncia, flussi di parole e giochi con la cultura alta e la cultura pop, stranianti come i suoni minimali, apocalittici, futuristici, vintage, concreti o immaginifici di cui musicisti delle più varie estrazioni li hanno vestiti – o spogliati – e andrebbero affrontati in un ambiente adatto che difficilmente, almeno per chi tende a distrarsi, possono essere la casa e le casse del computer. A meno che non si spengano tutte le luci e ci si trasporti in un teatro mentale.
Letizia Bognanni, Rockit

Pensieri ad alta voce sulla realtà che ci esplode intorno, schegge satiriche, polemiche, incazzose, nude. Un cut-up di quello che forse pensiamo tutti noi, in cerca di spiragli e motivazioni per resistere.
Vittore Baroni, Fb page

rockit:
www.rockit.it/thecultoffluxus

soundcloud:
soundcloud.com/thecultoffluxus

facebook:
www.facebook.com/pages/The-Cult-of-Fluxus/1434227326827689?fref=ts

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I dieci flussi di coscienza di Orrico / di G. Veltri

I dieci flussi di coscienza di Orrico
di Gianluca Veltri
rubrica Effetto note, Il Quotidiano della Calabria di venerdì 23 maggio 2014, pag. 48

Capita poi d’imbattersi in operazioni singolari, nate magari per caso, ma stimolanti, capaci di suscitare curiosità. Come “The Cult of Fluxus”. L’autore è Ernesto Orrico, attore, autore e regista teatrale cosentino, che ha sottoposto a trattamenti particolari dieci frammenti di scrittura a suo tempo pubblicati sul periodico “Fatti al Cubo”. Dieci monologhi, testi registrati e affidati a ciascuno a dieci musicisti diversi, senza alcun vincolo che non fosse la loro libera espressività. Tante forge per un’unica officina finale. Ne sono nate dieci tracce, per nulla slegate nonostante la natura eterogenea delle rispettive genesi, che compongono “The Cult of Fluxus”, pubblicate solo in digitale e ascoltabili sulla piattaforma musicale Soundcloud. Ispirato dall’esperienza del gruppo artistico neodadaista Fluxus degli anni 60, il lavoro di Orrico, annunciato dal singolo e video “Rinunciare alla fine”, rivendica l’interdisciplinarietà e lo sconfinamento delle forme artistiche. Si presta quindi, come forma aperta per eccellenza, a essere riproposta e riletta in versioni dal vivo cangianti quanto mai. La pubblicazione delle tracce musicali è contemporanea all’uscita, a parte, del libro “The Cult of Fluxus” (ed. Eranti) che contiene i testi dei frammenti. Dub, elettronica, noise, electro, musica sperimentale, metal: sono tante le forme in cui si declina il Fluxus di Orrico, inclusi riff tenebrosi e ossessivi, il rock letterario alla Massimo Volume, un ambient rumorista. Le parole si inseguono, riverberano, inciampano sopra i tessuti musicali orditi dai vari artisti. Aver consegnato un pezzo a un solo musicista rende ciascuna traccia densa e peculiare. Il polistrumentista Gianfranco De Franco ha riflettuto “su come spezzettare la traccia” introducendo “effetti che hanno reso la voce più strumentale”. Il compositore Luigi Porto ha registrato da New York fraseggi che riproducessero “un’atmosfera fumosa di disagio”; Marco Orrico (dei Camera 237) ha “tirato fuori la parte più elettronica” di sé per creare un flusso continuo di coscienza, e così via. A comporre la decina sono intervenuti Cristian Rosa (cantante dei Gripweed), Massimo Palerno (Brunori SAS), i dj Robert Eno, Vlad “Kaya Dub” Costabile, Francesco Cristiano, il chitarrista metal Raffaele Fata e l’artista visivo Sergio De Luca.

TCOF occhi

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THE CULT OF FLUXUS – F#3 Rinunciare alla fine

The Cult of Fluxus è forma poetica aperta, è sperimentazione di possibilità sonore, è tentativo di sopravvivenza artistica, è autoproduzione digitale spinta.

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The Cult of Fluxus

Artwork by Fabio Gaudio

parole e voce: Ernesto Orrico

F#1 Mancano tante cose / Luigi Porto

F#2 Finestra sull’astrazione / Cristian Rosa

F#3 Rinunciare alla fine / Marco Orrico

F#4 Un partigiano sbagliato / Francesco China Cristiano

F#5 4 dicembre 1912 / Sergio De Luca

F#6 I palombari della storia / Raffaele Fata

F#7 Il teatro è caduto / Massimo Palermo

F#8 Conosciamo le nostre possibilità / Vlad KayaDub Costabile

F#9 Ragazzo dannato nel bagno / Gianfranco De Franco

F#10 La mia città è il mio sangue / Robert Eno

 

Edizione digitale: soundcloud.com/thecultoffluxus

Fluxus è la rubrica di scrittura automatica che pubblico sul periodico Fatti al Cubo. Ho affidato i primi 10 frammenti, registrati in voce, a musicisti e/o dj e/o manipolatori di suoni che hanno operato i diversi trattamenti sonori. The Cult of Fluxus è il risultato. (Ernesto Orrico)

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Motus in the Fire

il teatro esiste / il teatro vivente / il teatro resiste / il teatro presente / spogliato / crudo / asciutto / che parla dritto / che fa poesia di luce / che fa concerto di rumore / che è corpo pronto / che la barriera è infranta / che il respiro è unico / che la carne è tesa / che il sudore è caldo / che il sangue è freddo / ancora Antigone / ancora presenza / gesto secco / contro il potere / ancora non violenza / ancora rivoluzione / possibilità / tensione / scatto / figura / il teatro documento / foglio antico di Sofocle / parola nuova deterritorializzata / la scena / il suo tempo / l’azione / il fronte / il nostro scorrere / il fuoco / l’odore / il campo / la città è scossa / di nuovo / ancora / sempre / la fine è lontana.

 

2 nov 2013 / dopo la visione di Alexis. Una tragedia greca / Motus / Teatro Morelli. Progetto More. Cosenza.

 

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