Ernesto Orrico

Attore, regista e autore teatrale

Flusso disordinato sull’anno che finisce

Come ogni maledetto anno su questa Terra

bilanci e riflessioni nel giorno finale

nel momento dell’ultimo strappo al calendario

quasi sul punto dello stappo di una buona bottiglia

da dove comincio?

Dal poco cinema al cinema

così poco che non ricordo particolari vette

per motivi personali per motivi storici per motivi vari

dovrò recuperare almeno Blade Runner e Dunkirk

e qualche altra visione che un amico ultrà cinefilo mi dirà

di teatro tanto nel grande teatro di sicuro

Enzo Moscato e Roberto Latini attori-voci-corpi-vibranti

vissuti in risicati spazi calabri, dove poter sentire addosso

tutta la magia tutta la potenza tutta la poesia

che questo rito antico come l’uomo riesce a scatenare

ancora, nonostante tutto il digitale che ci mangia

di letteratura di tante letture

disordinate abbandonate riprese smozzicate piegate e finalmente finite

Don Winslow e il suo Corruzione divorato in 3 giorni di estate

e poi ancora lui e Il Cartello assaporato nella settimana successiva

le pagine di carta sono il mio cibo preferito

continuo da 20 anni e più a sgranocchiare la mia rivista musicale

si chiama Rumore

e ho ripreso a sfogliar L’Espresso

e con tanta fatica qualche quotidiano

come va il mondo? E la politica italiana? Che depressione.

Infine di musica di suoni di canzoni

A casa tutto bene, a squarciagola contro la paura

da Lamezia a Milano passando da Modena e Ravenna

con i miei figli con il mio amore sempre accanto

sulle strade d’Italia e per le strade di New York

e poi Edda, la sua Graziosa Utopia e una dedica decisa insieme sul cd

e poi Con ghiaccio di Giovanni Succi che ha dentro Sipario

la canzone delle mattine solitarie per le strade romagnole

e poi tantissimi ripescaggi dal passato

Laura Nyro soprattutto, scopritela o riscopritela e mi direte grazie

e la voce inspiegabile di Diamanda Galas, così difficile così indispensabile

e Chris Cornell… i Soundgarden, i Temple of the Dog e i Mother Love Bone…

e poi ancora ritorni i Queens of the Stone Age di Villains

da sparare a tutto volume

mentre finalmente guido sulla amata-odiata Salerno-Reggio Calabria

Tutto qui? No, c’è stato molto altro

ci sono state nottate con Vincenza a fare indigestione di televisione

The night of con John Turturro è la serie in cui avrei voluto avere una parte…

pure piccolissima… e invece niente…

ah! quest’anno ho fatto pure dei provini per delle serie…

le faremo sapere.

ah! ho fatto pure un ruolo, piccolo ma bello, in un film… non è ancora finito

vi farò sapere.

E poi ci sono stati altri libri che ho riaperto dopo anni e che mi hanno scosso di nuovo

Petrolio di Pasolini sta sul comodino ad accompagnare il passaggio al 18

è stato un anno ricco di avvenimenti, belli? Sì, e brutti? Anche…

persone andate per sempre per le quali ho pianto un bel po’, perché piangere si deve

E nuovi arrivi meravigliosi, nuove vite da crescere e da coccolare da amare

è stato un anno di tanto lavoro in teatro, finalmente!

La nostra idea con Garritano è quella di continuare con Joe e con tanto rumore

e con Va pensiero del Teatro delle Albe ho incontrato un nuovo universo

ne sospettavo l’esistenza in effetti… ma viverlo! Wow! che cosa pazzesca!

E quindi è stato un anno di tanti viaggi, di difficili rinunce, di sorprendenti scoperte

di bla bla bla e di eccetera eccetera eccetera…

Ah! è stato un anno di esperimenti in cucina

di una nuova dieta che mi sono inventato

pare dia i suoi frutti

tutti a dirmi “sei dimagrito”!

E sì, sono dimagrito

Quindi?

Sto meglio o sto peggio?

 

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Ernesto Orrico in “Va pensiero” del Teatro delle Albe

foto Silvia Lelli

Va pensiero

di Marco Martinelli

ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

 

in scena 

Ermanna Montanari, Alessandro Argnani, Salvatore Caruso, Tonia Garante, Roberto Magnani, Mirella Mastronardi, Ernesto Orrico, Gianni Parmiani, Laura Redaelli, Alessandro Renda 

 

con la partecipazione del Coro lirico Alessandro Bonci di Cesena nell’esecuzione di alcuni brani dalle opere di Giuseppe Verdi

per le repliche di Milano e Bergamo, sostituito dal coro “Gli Harmonici” di Bergamo diretto dal Maestro Fabio Alberti

 

arrangiamento e adattamenti musicali, accompagnatore e maestro del coro Stefano Nanni

 

incursioni sceniche Fagio, Luca Pagliano

scene Edoardo Sanchi

costumi Giada Masi

disegno luci Fabio Sajiz

musiche originali Marco Olivieri

suono Marco Olivieri, Fagio

consulenza musicale Gerardo Guccini

editing video Alessandro Renda

assistente alle scene Carla Conti Guglia

tecnico luci Luca Pagliano

macchinista Danilo Maniscalco

elementi di scena realizzati dalla squadra tecnica del Teatro delle Albe Alessandro Bonoli, Fabio Ceroni, Enrico Isola, Danilo Maniscalco, Dennis Masotti

direzione tecnica Fagio

sartoria Laura Graziani Alta Moda

capi vintage A.N.G.E.L.O.

fotografie dello spettacolo Silvia Lelli

ufficio stampa Rosalba Ruggeri, Alessandro Fogli, Silvia Pacciarini

organizzazione e promozione Silvia Pagliano, Francesca Venturi

 produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro delle Albe / Ravenna Teatro

 

date:

Teatro dell’Elfo, Milano

dal: 9 gennaio 2018
al: 14 gennaio 2018

Creberg Teatro, Bergamo

dal: 18 gennaio 2018
al: 21 gennaio 2018

Arena del Sole, Bologna

dal: 22 febbraio 2018
al: 25 febbraio 2018

Teatro Bonci, Cesena

dal: 1 marzo 2018
al: 4 marzo 2018

Teatro Comunale Ferrara

dal: 23 marzo 2018
al: 25 marzo 2018

 

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La mia idea. Memoria di Joe Zangara

La mia idea
memoria di Joe Zangara

di e con Ernesto Orrico
composizioni originali eseguite dal vivo da Massimo Garritano

collaborazione artistica: Emilia Brandi

realizzazione scena: Ernesto Orrico e Antonio Giocondo

foto originali presenti nella scena: Matteo Ianni Palarchio

luci e audio: Antonio Giocondo

amministrazione: Alessandra Fucilla

ringraziamenti: Max Mazzotta, Paola Scialis e Stefano Cuzzocrea, Dam/Entropia Unical

 Chi è Giuseppe “Joe” Zangara? Un emigrante insoddisfatto della sua vita, un freddo assassino, un anarchico un po’ naif, un insolito comunista, un lucido protagonista del suo tempo o un uomo solo e disperato? Il testo presentato nello spettacolo/concerto “La mia idea” prende liberamente spunto dal memoriale che lo stesso Zangara scrive pochi giorni prima di essere giustiziato nel penitenziario di Raiford in Florida. Un racconto in prima persona della vita del piccolo emigrante calabrese che, attentando alla vita del presidente degli Stati Uniti Franklyn Delano Roosvelt, avrebbe potuto modificare il corso della storia. Il suo “delitto contro lo Stato” viene punito con un “delitto di Stato”, a 33 anni muore fulminato sulla sedia elettrica, il 20 marzo del 1933. La lingua del personaggio-Zangara è un italiano imbastardito dal dialetto reggino e ibridato da numerosi intercalari in inglese-americano, una costruzione linguistica che cerca una verità teatrale non necessariamente sovrapponibile alla verità del personaggio storico. Non c’è il tentativo di una ricostruzione filologica della personalità di Zangara, piuttosto, attraverso l’intreccio tra voce monologante e le sonorità degli strumenti a corda, si esercita la possibilità di animare la (auto)biografia sentimentale di un condannato a morte. La vicenda narrata è emblema e pretesto per far emergere le storie di una umanità dolente accomunata dall’emigrazione, le storie di uomini e donne senza nome che non hanno raggiunto il ‘sogno americano’, e che nel tentativo di raggiungerlo si sono scontrati con ostacoli insormontabili, con difficoltà che li hanno condotti verso esiti tragici. (Ernesto Orrico)

 Mi sono avvicinato a questo lavoro con discrezione, cercando di evitare interventi didascalici e favorendo un punto di vista evocativo. Io sono, a volte, Joe Zangara: il suo dolore, la sua rabbia, i suoi pensieri. Ma sono anche ciò che lui incontra, vede, osserva, tocca. I due strumenti che utilizzo ― il bouzouki e il dobro, meglio conosciuta come chitarra resofonica ― non vengono usati in maniera ortodossa ma servono piuttosto per dare una collocazione spazio-temporale alla storia e al personaggio. Il bouzouki, strumento di origine greca, rimanda al Mediterraneo e quindi in un certo senso alla Calabria. La chitarra resofonica, invece, è strumento proprio degli Stati Uniti, costruita intorno gli anni ‘20, contemporaneamente alle vicende del protagonista. Nel corso dello spettacolo mi ritaglio momenti di libera improvvisazione, reagisco agli impulsi emotivi che la storia emana attraverso l’interpretazione dell’attore, intervenendo in punti sempre differenti e con un approccio non convenzionale. (Massimo Garritano) 

date 2018

2 febbraio // IAC Centro Arti Integrate, Matera 

date 2017

3 febbraio // Teatro della Maruca, Crotone

5 febbraio // SpazioTeatro, Reggio Calabria 

12 febbraio // ZTN, Napoli

16 marzo // Cafè Retrò, Lamezia Terme, Catanzaro

30 marzo // AP Accademia Popolare, Roma

4 maggio // Casa Italiana Zerilli-Marimò, InScena Italian Theater Festival, New York (USA) 

7 maggio // Brick Theatre (Brooklyn), InScena Italian Theater Festival, New York (USA) 

21 maggio // Ricetto degli Enotri, Tortora, Cosenza 

28 settembre // InScena Fall – Stony Brook, New York (USA) 

01 ottobre // InScena Fall – Bernie Wohl Center at Goddard Riverside, New York (USA)

date 2016

1 maggio // iCappuccini, Belmonte Calabro (Cosenza)

21 luglio // Villa Rendano, Cosenza

1 agosto // Innesti Contemporanei, Squillace (Catanzaro)

2 agosto // Face Festival – Parco Ecolandia, Reggio Calabria

23 agosto // Teatro d’aMare, Tropea (Vibo Valentia)

19 ottobre // Giardino delle Esperidi, Zagarise (Catanzaro) 

23 ottobre // Progetto More, teatro Morelli – Castello Svevo (Cosenza) 

link portfolio Matteo Ianni Palarchio: http://www.jpmat.net/zangara

Orrico, con la sua forza espressiva, diventa l’uomo Zangara. E lo fa costruendo sapientemente un testo che non ha momenti di stanca, che ci porta nel suo percorso tra la provincia italiana d’inizio Novecento e l’America roosveltiana, facendoci en- trare nelle atmosfere dell’Italia rura- le e della vita dei migranti, grazie an- che a un ricercato studio sul linguaggio. E poi la musica: elemento che, con intensità, si interseca alla perfezione con la storia e che, grazie all’intensa performance di Massimo Garritano, trasporta lo spettatore nel viaggio dalla Calabria all’America, con l’utilizzo del bouzouki, che rimanda a sonorità magnogreche, e del dobro, chitarra tipica degli anni Venti, suo- nata come una lira.

Paola Abenavoli, Hystrio

In ambito teatrale ha riscosso gran successo il monologo di Ernesto Orrico tratto dalle memorie di Joe Zangara; l’anarchico calabrese nato a Ferruzzano (RC) ed emigrato in USA, che in cerca di una affermazione personale progetta di uccidere il Presidente Franklyn Delano Roosevelt e il 20 Marzo 1933 viene giustiziato sulla sedia elettrica nel penitenziario di Raiford, in Florida, a soli 33 anni. Tragedia e umorismo grottesco mescolati con abilità e contrappuntati dalla chitarra di un musicista di grazia.

Stefano Angelucci, Articolo 21

Molto interessante la mise en espace dell’esperto Ernesto Orrico “La mia idea” (al bouzouki e dobro l’intenso chitarrista Massimo Garritano, è appena uscito il suo cd “Present”), ritratto interiore partecipato di Joe Zangara emigrante calabrese che sparò a Roosevelt, condannato alla sedia elettrica. Un racconto vivido tra italiano, calabrese e slang inglese di strada, anticapitalista, dalla parte degli ultimi e degli sfruttati, una lotta di giustizia e uguaglianza con sullo sfondo il conflitto con un padre autoritario e violento e un mal di stomaco che non se ne vuole andare.

 Tommaso Chimenti, Il Fatto Quotidiano

Accanto all’attore, solo due pannelli con foto originali (accanto a quelle di repertorio) realizzate da Matteo Ianni Palarchio, fotografo calabrese che attualmente vive a New York, e il musicista Massimo Garritano accompagnano questo racconto scritto e recitato in maniera magistrale. (…) Quando lo realizza, Zangara/Orrico si veste di forza, una forza buona e discreta, la forza del giusto e di colui che non ha un solo modo di dare vita alla sua protesta, cancellando quello che si presenta come la prima fonte dei suoi problemi.

Laura Caparrotti, La Voce di New York

L’attore e regista Ernesto Orrico, restituisce dell’attentatore un ritratto umano col suo La mia idea – Memorie di Joe Zangara, monologo che concluderà il tour estivo il 23 agosto a Tropea per la rassegna Teatro d’aMare. Il lavoro, accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo da Massimo Garritano, parte dal memoriale (contenuto nel libro di Blaise Picchi e curato nella traduzione italiana da Katia Massara) che l’uomo ha scritto prima di essere giustiziato il 20 marzo 1933.

Simona Negrelli, Tempo di Lettura

Ernesto Orrico e Massimo Garritano compiono un piccolo miracolo. Riescono con le parole, i gesti e la musica a trascinare lo spettatore in un viaggio spazio-temporale che oscilla tra la Calabria e gli States tra i primi del Novecento e l’avvento del Fascismo, dei totalitarismi e della grande crisi americana del ’29. Aiutati da Emilia Brandi e da Antonio Giocondo alla parte tecnica, la coppia inedita Garritano- Orrico propone una lettura della nostra terra e della società della prima parte del Novecento tutt’altro che stereotipata. 

Andrea Bevacqua, blog 

Un viaggio variegato dai campi della Calabria, alle industrie di seta di Paterson, fino al caldo torrido di Miami, percorso insieme a bouzuchi e il dobro, strumenti del fedele Garritano. Una sinergia artistica, tra l’attore ed il musicista che, dopo anni, si è concretizzata lo scorso marzo. Un lavoro intenso di dialogo serrato e commento in musica. “Come se ci fosse un altro Zangara – spiega l’autore – che, attraverso il suono, ripercorre dolore, pensieri e patimenti”.

Gabriella Lax, Laxstyle

photo by Remigio Bruno

photo by Remigio Bruno

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Muoio e Orrico in “Jennu brigannu” 2016

giovedì 4 febbraio, Teatrocastro, Amantea (CS)

venerdì 5 febbraio, Teatro della Maruca, Crotone

sabato 6 e domenica 7 febbraio, SpazioTeatro, Reggio Calabria 29

venerdì 29 luglio, iCappuccini, Belmonte (CS)

venerdì 12 agosto, teatro in piazza, Albidona (CS)

 

jb loca web

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antiCabarè con Ernesto Orrico al DAM microteatro

ernesto antiCabarè

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The Cult of Fluxus

Artwork by Fabio Gaudio

parole e voce: Ernesto Orrico

F#1 Mancano tante cose / Luigi Porto

F#2 Finestra sull’astrazione / Cristian Rosa

F#3 Rinunciare alla fine / Marco Orrico

F#4 Un partigiano sbagliato / Francesco China Cristiano

F#5 4 dicembre 1912 / Sergio De Luca

F#6 I palombari della storia / Raffaele Fata

F#7 Il teatro è caduto / Massimo Palermo

F#8 Conosciamo le nostre possibilità / Vlad KayaDub Costabile

F#9 Ragazzo dannato nel bagno / Gianfranco De Franco

F#10 La mia città è il mio sangue / Robert Eno

 

Edizione digitale: soundcloud.com/thecultoffluxus

Fluxus è la rubrica di scrittura automatica che pubblico sul periodico Fatti al Cubo. Ho affidato i primi 10 frammenti, registrati in voce, a musicisti e/o dj e/o manipolatori di suoni che hanno operato i diversi trattamenti sonori. The Cult of Fluxus è il risultato. (Ernesto Orrico)

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Fluxus tematico / Del teatro dello spettacolo

Fluxus tematico / Del teatro dello spettacolo

Qual è la vita media di uno spettacolo teatrale. In Italia? Nel mondo o in Calabria? Ma di che tipo di spettacolo teatrale parliamo? Quanti teatri esistono? Quanti tipi? Quanto costa mettere in piedi uno spettacolo? E quanto costa metterlo sdraiato? Comodo. Parliamo di tempo, denaro e vite umane. Quante repliche si devono considerare per definire compiuta la sua vita di spettacolo? E una volta morto può essere riesumato? E il cast rinnovato? E la regia rivoltata? Parliamo anche di uno zombie teatro. E dove devono essersi svolte le repliche? Teatri. Anfiteatri. Auditorium. Stadi. Piazze. Vicoli. Certi campetti. Certi posti strani. Certi ristoranti. Certi villaggi. Quanti attori sono necessari nel nostro allestimento tipo? E i monologhi devono essere considerati a pieno titolo spettacoli? La scenografia deve esserci? Quanta parte del budget deve essere destinata alla scenografia. Budget? Quale budget? Cos’è un budget? Buh. E se c’è solo una sedia? O quattro sedie? Torniamo agli attori. Altrimenti di che teatro parliamo? Evochiamo Gordon Craig. No. Torniamo agli attori. Quanto costa un attore al mercato degli attori. Ci sono delle bilance specifiche? Chi decide l’unità di misura? Devono gli attori essere misurati o devono avere un ego smisurato? Gli attori includono le attrici. E viceversa. Le attrici e gli attori includono. La paga. Il rimborso spese. La trasferta. Il vitto. La diaria. L’alloggio. Essi vivono. Tutto incluso. Essi sopravvivono. Come si vestono gli attori? Le scarpe sono uguali fuoriscena? Parliamo dei costumisti. Anzi no. Lasciamo la questione sullo sfondo. Fondali e quinte. Trovarobato. Ma le compagnie che vita fanno? Si dividono gli introiti. Si dividono le perdite. Cooperano i soci. Si alleano. Fanno pigna. Fanno muro. Fanno lobby. O è solo un hobby? Parliamo dell’hobby del teatro. O è amore. Amatoriale Italia. È hardcore popolare. Fare teatro è alla portata di tutti. Come il sesso. Ma c’è sesso e sesso e c’è teatro e teatro. Fare teatro è una porcata per tutti. Come il mestiere più antico. Il mestiere questo mistero. Ma nelle compagnie si fanno orge? Non ci sono più le ammucchiate di una volta. Siamo ad un teatro onanista. Si viaggia leggeri. Nelle utilitarie su e giù per la penisola. Donne e uomini a nolo in auto fittate per repliche vendute o solo prestate. Per non avere troppi pensieri. Per essere liberi. Liberi di essere artisti autori scrittori cantautori musicisti cabarettisti autonomi. Tutti drammaturghi. A scrivere la scena. A disegnare la scenografia. A dirigere la coreografia. Tutti con il dito a digitare. Prendere di qua spostare di là. Copia. Incolla. Prendi una parte di Shakespeare (che va su tutto) shakera bene con due parti di Pasolini (che aveva previsto tutto) e l’ultima parte prendila dal quotidiano (che ci ritrovi tutto). Sbobina il registrato della vicina. Prendi le urla al mercato. I rumori della lavanderia. O intervista gli attori. Cosa facevi nel tuo tempo libero durante l’adolescenza? Andavi al centro commerciale o stavi nel quartiere? Quando hai baciato la prima volta un uomo una donna un animale? Quando hai fatto sesso per la prima volta? E l’anale? Ma torniamo al principio. Qual è la vita media di uno spettacolo teatrale? Cosa occorre fare per replicare? Vincere. Convincere. Entusiasmare. Perseverare. Entrare. Supplicare. Anelare. Insistere. Reiterare. Hai preparato il video. Il teaser. Lo spot. Il frammento. L’integrale. Hai il servizio fotografico professionale. E allora cosa occorre fare? Replicare. Incontrare il pubblico. Ascoltare quel respiro. Inspiegabile. Puoi solo capire. L’essere trasparenti. L’essere nudi. Aspettare il suono delle mani. Interpretare. E cercare gli occhi. Quanti occhi possono bastare? Domande. Frasi. Connessioni. Giochi di parole. Reiterazioni. Ripetizioni. Flussi. Parliamo di formazione. No. Parliamo di professione. No. Parliamo di scritture. No. Non nominare il teatro invano. Non nominare il direttore di compagnia. Non nominare l’organizzatore. Non nominare invano. Il teatro. Non nominare l’amministratore. Non nominare il testo. Stai muto. Ingoia asciutto. È solo aria. Prepara. Rimanda. Rinuncia. Denuncia. Fai i nomi. I grandi nomi. Domande. Fasi. Disconnesse. Giochi le parole. Reiterazioni. Ripetizioni. Flussi. Tu che lavoro fai per fare teatro? Tu che prezzo paghi?

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#neoeroina. Il debutto


MARTEDI’ 20 NOVEMBRE ore 21.00

presso PTU – Piccolo Teatro Unical
alle spalle dell’Aula Magna

Ticket
Posto Unico 5 €
I biglietti sono acquistabili la sera stessa dello spettacolo nell’area ticket del PTU

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ZAHIR Associazione Culturale
presenta

Maria Marino

in

#neoeroina

Testo e Regia: Ernesto Orrico

Collaborazione alla drammaturgia: Vincenza Costantino
Collaborazione artistica: Manolo Muoio
Supporto tecnico: Antonio Giocondo
Organizzazione: Giulia Cappelli, Alessandra Fucilla
Ufficio stampa: Maria Teresa Fabbri

Come una crudele e dolcissima ballata pop, un testo scarno, scurrile e delicato. Come una polifonia schizoide e paradossale concepita per un’unica voce fisica. Urlo del cuore, urlo dell’anima, specchio rotto di attrice che moltiplica i personaggi verso l’infinito del fuori palco. Voce di donna che ha smesso di interpretare il corpo che ospita – ospite indigesto – , che si sforza o s’illude di raccontare le storie che la vivono, la abitano, la consumano. Fotografie sfocate di immagini che non sono più. Ritratto di donna/strega, donna/animale, di donna/sciamano… L’elenco potrebbe continuare a lungo, l’essere femminile incantarsi in un suffisso reiterato fino alla perdita di significato. Ma è proprio da questa perdita che lo spettacolo nasce, con lo smarrimento del personaggio si avvia la scoperta dell’identità della donna, anzi di “una” donna giovane nel senso che sa di appartenere ad un tempo già passato, bella con la nostalgia di esserlo stata molto, intelligente con la consapevolezza che la battaglia con la prorpia mente sia più difficile di quella ingaggiata con il proprio corpo, colta con la tristezza di non poter pienamente godere dell’arte, della musica, della poesia. Neoeroina è il ritratto, senza pietà e senza moralismi, di una condizione – quella femminile – che non vuole più, mai più, essere una “condizione” ma una realtà, fatta di un corpo, di azioni e pensieri. L’attrice, sul palcoscenico, è questa donna che cerca, e trova, un modo per raccontarsi, per dispiegarsi all’esterno e offrirsi, con disincanto e ambizione, agli occhi degli altri senza temerne il giudizio, ché ora basta. Non è più tempo di sacrifici, né di giudizi. Sfogo ritmato di una Antigone del terzo millennio, ormai svanita la compassione, sottratto il corpo fraterno, deflagrate in fuochi d’artificio la polis e le sue mura.

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Info:
piccoloteatrodarte@gmail.com
0984.493971 – 0984.493698 – 392.3946821 – 328.8327371- FAX 0984.493937

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Ernesto Orrico // the Fragment Tour

ottobre/novembre/dicembre 2012
Ernesto Orrico // the Fragment Tour
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sabato 6 ottobre – Ariano Irpino, castello Normanno
Teatro della Ginestra
Jennu brigannu. Storie di briganti calabresi
di Vincenza Costantino
con Dante de Rose, Manolo Muoio, Ernesto Orrico
regia di Ernesto Orrico

Jennu brigannu

sabato 20 ottobre – Bari, teatro Kismet
Scena Verticale
U Tingiutu. Un Aiace di Calabria
testo e regia di Dario De Luca
con Dario De Luca, Rosario Mastrota, Ernesto Orrico, Fabio Pellicori, Marco Silani

U Tingiutu

domenica 28 ottobre – San Fili, teatro Gambaro
Zahir
The Lack of Work Kills. A Speaking and Looping Session.
di e con Ernesto Orrico e Marco Orrico

The Lack of Work Kills

martedì 20 novembre – Rende, PTU Unical
sabato 1 e domenica 2 dicembre – Reggio Calabria, Spazio Teatro
Zahir
#neoeroina
testo e regia di Ernesto Orrico
con Maria Marino

#neoeroina

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Speaking and Looping

con Ernesto Orrico / voce
e Marco Orrico / chitarra

Un concerto concentrato, un combattimento di posizioni acustiche, un giro di suoni e parole.

Ernesto Orrico e Marco Orrico


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